TRANSUMANZE

Transumanze
TRANSUMANZE

Transumanze
van gogh
Escher - Orden-Caos
Prospettiva II

Faccia alle stelle

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Luglio: di spalle
Mia madre curva
nel gesto all'acqua
la mano bianca
e fra le caviglie
una corrente d'anni
all'improvviso mescola
in onde piane sulla riva
nitidezze da confusioni,
un non so che di cose
fanciulle
come da quegli occhiali
bianchi e neri pop sugli occhi
anche di notte -tanto erano belli-.
Può lo stesso declinare
del pomeriggio estivo nel passaggio
da altre lenti, scure
riportarmi, ben nascosto,
un saluto col braccio alzato
e quel sorriso di certezze dentro,
nella prima età, pudore in fiore?
Accade, di rivedere il tempo a venire
oggi fermi un po' stupiti, come gli fossimo alle spalle.
I conti non tornano
Scrivo tre versi
di scissione
dove il dispari dà luogo
all'imprecisione
se al taglio netto.
Un mezzo e un mezzo
mancano di chiarezza
e resta in gola
l'eco della fanciullezza
nell'ingenuità dell'uno.
Tronco dove posso
se albero ho dunque un pensiero
circolare di me
che s'accresce
solo negli anni
e mai nel bucare
di retta fulgida
alle stelle.

Di colline in serena attesa
Nuove corse
Nè bianca né veli
Nessun passaggio grandioso, nessun mondo meraviglioso, ho per te.
Amo nella coscienza di una mediocrità che non mi appartiene, discosto, da dietro un grande masso, sebbene a volte mi alzi in volo e guardi ben oltre, laggiù a quell'orizzonte di tempo, che non arriva.
I granelli della clessidra in mia consegna, non hanno strati, nessun accrescimento in attese, nessuna tenerezza di accumulo, quantunque tentino una fuga a te che non guardi, o che guardi altrove, sarebbe meglio dire, in altre profondità a te congeniali, di dispersioni intime in solitaria, a tue cime.
Solo un pensiero di cose cambiate, sotto le ciglia, in liquido rimbalzo dai tuoi occhi di lago, e gesti e carezze di morbidi riccioli in scostamento dalla nuca, se ancora mi respiri. Restano certo i gesti, impressi di memoria in tenerezze, come corse d'altri tempi o d'auto su strade sterrate, di sorrisi da fotografie dove s'alza una coppa di vittoria al cielo, e non si vedono più le espressioni dei visi.